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Convegni, Seminari e Corsi17/01/2023 di Carmine Teodosio

A seguito dell’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo del Collegio, sarà necessario provvedere al rinnovamento dei membri del Consiglio di Disciplina: per questo motivo chiediamo a tutti gli iscritti di manifestare il loro interesse di entrare a fare parte del Consiglio di Disciplina presentando la propria candidatura con la modalità allegata e reperibile dal sito del Collegio www.geometri.av.it

Il CdD è un organo che lavora a tutela dell’attività professionale degli iscritti e vigila, se interpellato, affinché venga rispettato il Codice Deontologico: non ha ruolo indagatorio se non per i motivi per cui è chiamato a rispondere e limitati unicamente alle presunte violazioni.

Durante questi mandati il confronto con i membri del CdD ha permesso agli iscritti di affinare e migliorare alcune condotte non sempre coerenti con il Codice Deontologico.

Per questo motivo riteniamo fondamentale che vi sia da parte vostra volontà ed interesse di proporsi e rendersi disponibili per portare avanti il prezioso lavoro svolto sino ad ora.

 

INDICAZIONI CANDIDATURA:

La legge di riforma degli ordinamenti professionali, DPR 37/2012, istituisce all’art. 8 i CONSIGLI DI DISCIPLINA, organismi costituiti presso ogni Ordine e/o Collegio territoriali cui sono affidati i compiti di valutazione preliminare, istruzione e decisione delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti al Collegio.

Per la designazione dei componenti dei Consigli di Disciplina è stato emanato un regolamento (pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 23 del 15/12/2012) Reg. CNG del 19//11/2012, che ne disciplina i criteri e le modalità̀ di designazione.

Si sintetizzano qui le modalità̀ di nomina dell’organo:

  • il Consiglio di Disciplina sarà̀ composto da un numero di Consiglieri pari a quello dei Consiglieri del corrispondente Consiglio del Collegio (nel caso di Avellino, 9 componenti);
  • il Consiglio di Disciplina resterà̀ in carica per il medesimo periodo del Consiglio dell’Ordine, e quindi per il quadriennio 2022-2026;
  • il Consiglio del Collegio, nei 30 giorni successivi al termine per la presentazione delle candidature dovrà̀ individuare i nominativi designati da comunicare al Presidente del Tribunale. Il numero dei candidati che il Consiglio del Collegio selezionerà dovrà essere almeno pari al doppio del numero dei Consiglieri da nominare (nel caso di Avellino 18 candidature); almeno due terzi di nominativi individuati dovranno essere composti da iscritti al Collegio;
  • la nomina dei componenti del Consiglio di Disciplina sarà̀ effettuata dal Presidente del Tribunale sulla base dell’elenco dei 18 candidati fornito dal Collegio.
  • La candidatura nel Consiglio di Disciplina è incompatibile con la carica di Consigliere del Collegio.
  • I procedimenti disciplinari si svolgeranno secondo la normativa vigente (R.D. 274/1929 e REG. CNG 19/11/2012).

Gli iscritti interessati a candidarsi al Consiglio di Disciplina sono invitati a presentare al Collegio la propria candidatura (vedi allegato),inviando tramite e-mail PEC all’indirizzo collegio.avellino@geopec.it, la domanda, come da facsimile allegato, unitamente ad un curriculum in formato europeo, debitamente sottoscritto, e alla fotocopia di un documento di identità̀ in corso di validità̀,  entro e non oltre il (16 gennaio p.v.). 

 

E' implicito che i candidati siano consapevoli dell'impegno di tempo da destinare all'attività̀.

L'attività del Consiglio di Disciplina è a titolo gratuito.

I requisiti per la presentazione della candidatura sono i seguenti:

  • non avere legami di parentela o affinità̀ entro il 3° grado o di coniugio con altro professionista eletto nel medesimo Consiglio dell’Ordine;
  • non avere legami societari con altro professionista eletto nel medesimo Consiglio del Collegio(es: _Studio Associato, STP, S.r.l. o simili);
  • non avere riportato condanne con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione alla reclusione, per un tempo pari o superiore a un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica, ovvero per un delitto in materia tributaria; alla reclusione per un tempo pari o superiore a 2 anni per qualunque delitto non colposo;
  • non essere stato sottoposto a misure di prevenzione personali disposte dall’autorità̀ giudiziaria ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, salvi gli effetti della riabilitazione;
  • non avere subito sanzioni disciplinari nei 5 anni precedenti la data di presentazione della candidatura a componente il Consiglio di Disciplina;
  • avere una anzianità̀ di iscrizione di almeno 5 anni;
  • aver preso piena conoscenza del Regolamento per la designazione dei componenti i Consigli di Disciplina territoriali del Collegi dei Geometri e G.L., pubblicato sul BUMG n. 23 del 15 dicembre 2012;
  • essere in regola con il pagamento della quota di iscrizione all’Albo;
  • essere in regola con la situazione previdenziale Cassa Geometri
  • essere in regola con gli adempimenti riguardanti la formazione continua obbligatoria.

 

Si prega di scaricare il file in allegato.

Primo Piano27/12/2022 di Carmine Teodosio

Primo Piano02/12/2022 di Carmine Teodosio

Primo Piano30/11/2022 di Carmine Teodosio

Primo Piano30/11/2022 di Carmine Teodosio

Convegni, Seminari e Corsi16/11/2022 di Tiziano Sellitto

Segreteria - Avvisi & Circolari11/11/2022 di Carmine Teodosio

E' stata pubblicata la circolare dell'Agenzia delle entrate sulle novità che hanno interessato la cessione o lo sconto in fattura dei bonus edilizi dopo la conversione in legge dei decreti Aiuti (Dl n. 50/2022) e Aiuti-bis (Dl n.115/2022).

 Con la circolare n. 33/E ottobre 2022, vengono i forniti ulteriori chiarimenti sulla cessione dei crediti ai "correntisti" e ulteriori precisazioni in merito agli "indici di diligenza", già oggetto della circolare n. 23/E Giugno 2022, dove erano state date le indicazioni a seguito delle modifiche apportate al Superbonus 110% dal decreto Aiuti. Con la nuova Circolare l'Agenzia delle Entrate aggiunge informazioni sulle istruzioni per la gestione di eventuali errori nella comunicazione per l'esercizio delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

Il documento riporta la disciplina della responsabilità solidale del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e del cessionario del creditoqualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d'imposta. Sempre alla luce delle modifiche normative introdotte dal decreto Aiuti-bis (Dl n.115/2022), la circolare fornisce inoltre una più specifica chiave di lettura degli indici di diligenza in capo agli acquirenti dei crediti d'imposta, che hanno un carattere esemplificativo e sono finalizzati a rendere omogenea e trasparente l'azione dell'Agenzia sul territorio nazionale.

La circolare commenta inoltre le novità introdotte in sede di conversione del decreto Aiuti, in merito alla possibilità per le banche o le società appartenenti ad un gruppo bancario di cedere i crediti ai "correntisti" (diversi dai consumatori o utenti), fermo restando il divieto per il correntista cessionario del credito di operare ulteriori cessioni.

COME RIMEDIARE IN CASO DI RITARDI NELLA COMUNICAZIONE. Finestra temporale più ampia per coloro che non hanno inviato nei tempi la comunicazione per l'esercizio dell'opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, ossia entro il 29 aprile 2022 per le spese sostenute nel 2021 e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020. È infatti possibile avvalersi, a determinate condizioni, della "remissione in bonis", istituto che consente di inviare la comunicazione fino al 30 novembre 2022 (termine di presentazione della dichiarazione dei redditi), versando un importo pari alla misura minima della sanzione stabilita.

 COME RIMEDIARE IN CASO DI ERRORI NELLA COMUNICAZIONE. La circolare contiene indicazioni utili nel caso siano stati commessi errori nella comunicazione di opzione inviata. In particolare, se l'errore nella comunicazione è formale, ad esempio sono stati riportati in modo sbagliato i dati catastali o lo stato di avanzamento lavori, è sufficiente inviare una segnalazione tramite pec. Se invece l'errore è sostanziale, cioè se incide su elementi essenziali del credito ceduto, è possibile trasmettere una comunicazione sostitutiva entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio. Decorso tale termine, se il cessionario ha accettato il credito, le parti potranno richiedere l'annullamento dell'accettazione dei crediti derivanti da comunicazioni di prime cessioni o sconti non corrette, inviando un apposito modello – allegato alla circolare – a una casella pec dedicata.

Si allega la Circolare e il Modello da utilizzare in caso di errori

Superbonus & Ecobonus25/10/2022 di Tiziano Sellitto

La Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto al compenso del progettista/direttore dei lavori nel caso in cui l'opera eseguita presenti vizi e difetti. 

Il professionista ha negato le sue responsabilità e ha chiesto il pagamento delle somme residue.
Il Tribunale in primo grado aveva condannato l'impresa e il professionista al pagamento di una somma, pari quasi a 45mila euro, che sarebbe stata necessaria per sanare i vizi.

La Corte d'Appello ha ritenuto, che tutti i vizi riscontrati fossero riconducibili all'attività esecutiva e che gli stessi fossero ascrivibili oltre che all'impresa appaltatrice, anche al direttore dei lavori per non aver controllato, in tale veste, la puntuale esecuzione dell'opera. Nessuno dei vizi risultava invece riconducibile a vizi progettuali.
Accertata, dunque, la responsabilità del professionista, si imponeva una riduzione del corrispettivo spettante per l'attività di direzione dei lavori. Ed infatti la rideterminazione del compenso, ha osservato la Corte, ricostituisce il sinallagma contrattuale fra le prestazioni utilmente ed effettivamente rese ed il corrispettivo dovuto secondo le voci tariffarie esposte in parcella, nel senso che i corrispettivi, proprio alla luce delle omissioni denunciate dai committenti e risultate provate in corso di causa, dovevano essere ridotti sottraendo quelli relativi ad attività rese in violazione dell'obbligo di diligenza e non utilmente eseguite.
Viceversa dovevano essere riconosciuti integralmente i compensi riguardanti l'attività di progettazione, risultando adempiute le relative obbligazioni, ivi comprese quelle afferenti alla redazione del progetto esecutivo, la cui realizzazione, pur se contestata dagli appellanti, trovava, tuttavia, riscontro nella documentazione versata in atti, mentre era escluso, alla luce delle consulenze tecniche svolte nel corso del giudizio, che le eventuali carenze del progetto, lamentate dagli appellanti ma non evidenziate nelle relazioni tecniche, avessero dato luogo a (errori) progettuali forieri di danni, sicché, in definitiva, non sussistevano ragioni per negare al professionista il diritto al relativo compenso.

CONSIDERAZIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE - C. Cass. civ. 03/10/2022, n. 28614 (allegata alla presente) ha confermato tale pronuncia sulla base della considerazione, tra l'altro, che la valutazione delle risultanze delle prove, al pari della scelta, tra le varie risultanze probatorie, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono, in effetti, apprezzamenti di fatto riservati al giudice di merito, il quale è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove che ritenga più attendibili, senza essere tenuto ad un'esplicita confutazione degli altri elementi probatori non accolti, anche se allegati dalle parti.
Il compito della Corte di Cassazione non è quello di condividere o non condividere la ricostruzione dei fatti contenuta nella decisione impugnata, né quello di procedere ad una rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, al fine di sovrapporre la propria valutazione delle prove a quella compiuta dai giudici di merito, dovendo, invece, solo controllare, a norma dell'art. 132, n. 4 c.p.c. e dell'art. 360 n. 4 c.p.c., se costoro abbiano dato effettivamente conto delle ragioni in fatto della loro decisione e se la motivazione al riguardo fornita sia solo apparente ovvero perplessa o contraddittoria.

Nel caso di specie la Corte d'Appello, invero, dopo aver valutato le prove raccolte in giudizio, aveva ritenuto, indicando le ragioni di tale convincimento in modo nient'affatto apparente, perplesso o contraddittorio, che l'architetto aveva "utilmente ed effettivamente" reso, nell'interesse degli attori, prestazioni d'opera professionale sia quale progettista, che come direttore dei lavori.
Pertanto non si prestava, evidentemente, a censure in diritto la decisione della Corte d'Appello di accoglimento, sia pur in parte, della domanda proposta dal professionista, in quanto volta, appunto, al pagamento del (residuo) compenso corrispondentemente maturato, e cioè con l'esclusione del corrispettivo richiesto per attività che risultavano pretermesse o comunque rese violando gravemente l'obbligazione di diligenza tali da non tradursi in alcuna utilità per i committenti.

Si allega la SENTENZA

Leggi & Normativa25/10/2022 di Tiziano Sellitto

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